Il metodo McKenzie

 

Mal di schiena curabile col metodo McKenzie

Il mal di schiena si può curare col metodo McKenzie

 

 

Di tutte le patologie che ci colpiscono prima o poi nella vita il mal di schiena è una delle più comuni e al tempo stesso una delle più fastidiose; in alcuni casi può addirittura diventare invalidante ed impedire la prosecuzione del proprio lavoro, soprattutto quando si tratta di professioni legate al movimento del corpo.
Ovviamente dietro la parola “mal di schiena” (o più tecnicamente, “lombalgia”) si cela un mondo di dolori di differenti generi, fra cui il celebre e temutissimo colpo della strega.
Ma quante persone vengono colpite ogni anno dal mal di schiena? Le cifre ovviamente non possono essere precise, anche perché in molti paesi del mondo (soprattutto in Africa e in Oriente) le statistiche mediche non sono al medesimo livello di quelle europee o nord americane. Tuttavia l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha calcolato che la percentuale di donne e uomini che nel corso della propria vita ha sofferto di mal di schiena si aggira fra il 40 e l’80% degli abitanti della Terra. Si tratta, se ci pensate, di un numero enorme di individui, superiore a 3 miliardi! Si potrebbe dire che, dopo la carie, il mal di schiena sia la patologia più “democratica” che esista: colpisce persone di tutte le età, di tutti i paesi e di tutte le condizioni sociali. Non va inoltre sottovalutato l’impatto della lombalgia sulle casse statali, ovvero sui costi sanitari:  pensate che circa il 5% delle visite mediche nel mondo intero è legato al mal di schiena. Se fosse quindi possibile prevenire le lombalgie i soldi risparmiati sulle relative cure potrebbero essere utilizzati per curare patologie ben più gravi.
È qui che entra in gioco il metodo McKenzie: una serie di istruzioni semplici e chiare per evitare il classico mal di schiena e mantenersi sempre in forma, a tutte le età.

 

Le principali cause del mal di schiena

Non tutti lo sanno ma la lombalgia non è sempre provocata da cause genetiche o da malattie di qualche tipo: molto spesso essa compare a causa di banali abitudini posturali errate. Molte persone infatti tendono a stare sedute in modo scorretto, con la schiena storta, curvi in avanti e senza utilizzare il prezioso ausilio dello schienale della sedia. Anche se spesso non risulta naturale, bisognerebbe sempre fare il possibile affinché la nostra schiena rimanga adesa allo schienale e non tenda a rilassarsi troppo. Sebbene la colonna vertebrale non sia esattamente dritta come un fuso, la normale lordosi lombare (definita come “fisiologica”) non provoca alcun danno alla schiena stessa. Anzi, sarebbe grave il contrario, se la nostra schiena cioè fosse eccessivamente diritta e rigida. Purtroppo però un rilassamento eccessivo quando si è seduti su una sedia o una poltrona può provocare un’eccessiva cifosi, da cui deriva una pressione interdiscale troppo intensa. È questa pressione sui dischi vertebrali a causare, nel lungo periodo, il classico mal di schiena.
Ma la lombalgia non è l’unica patologia che il metodo McKenzie affronta; anche la cervicalgia può essere risolta (o quantomeno contenuta) con gli esercizi su cui si basa questo metodo di cura.
Come sa bene chi ne soffre, la cervicalgia è un forte dolore ai muscoli cervicali; un dolore che in molti casi diventa davvero invalidante: costringe il collo ad una rigidità innaturale ed impedisce di compiere dei movimenti in apparenza semplici come girare la testa per guardare a destra e sinistra oppure guardare in alto e in basso. Non si dovrebbe mai sottovalutare la cervicalgia: chi ne soffre infatti potrebbe rischiare di incappare in molti più incidenti stradali rispetto a chi è in piena salute. Pensate solo ad un gesto semplice come attraversare la strada sulle strisce pedonali: chi soffre di dolori cervicali tenderà a muovere meno il collo e a non vedere quindi in modo chiaro la presenza di eventuali veicoli. Ciò è ancor più valido quando ci si trova alla guida di un’ autovettura, di una moto o anche di una semplice bicicletta.
Fortunatamente pure la cervicalgia nasce spesso da posizioni errate e si può risolvere con una accurata educazione posturale. Chi soffre di dolori cervicali dorme quasi sempre in modo errato:
il suo cuscino è troppo spesso o troppo sottile e ciò provoca un’ interruzione nella curvatura fisiologia del collo. Non tutte le posizioni del sonno sono influenzate allo stesso modo dall’uso di un cuscino inadatto: è soprattutto chi dorme di fianco (cioè una buona metà della popolazione italiana) a subirne i danni maggiori. Invece chi dorme a pancia in su, magari senza cuscino o con un cuscino sottile, raramente soffre di questi lancinanti dolori al collo.
Perciò, se dormite di fianco e amate i soffici cuscini ricchi di piume d’oca, fate attenzione! Quel guanciale da voi tanto amato, così piacevole da stringere quando ci si addormenta, potrebbe essere il responsabile dei fastidiosi mal di collo che vi assalgono ogni mattina al risveglio.

 

Il metodo McKenzie spiegato con semplicità

Come detto in precedenza, il metodo McKenzie s basa su una serie di posture corrette del collo e della schiena. Esse vengono insegnate da un medico specializzato o da un fisioterapista esperto e riescono a riportare la colonna vertebrale in una posizione naturale, limitando (o addirittura eliminando del tutto) i dolori che attanagliano la nostra schiena e il nostro collo.
Va da sé che gli esercizi devono essere calibrati su misura. Non possiamo quindi aspettarci che le posizioni che il medico ha indicato come valide per una paziente A siano utili anche per un paziente B, la cui postura, altezza e peso sono inevitabilmente diversi da quelli del paziente precedente. Ciò va ricordato quando si parla con una persona che utilizza il metodo McKenzie; non si dovrà infatti imitare gli esercizi che quella persona ci illustra, bensì recarsi dal medico per ottenere i propri esercizi.

 

Le tre cause della lombalgia e la loro soluzione col metodo McKenzie

Quando vi rivolgerete ad un medico esperto nel metodo McKenzie verrete invitati ad eseguire una serie di movimenti, detti movimenti-test. A seconda del modo in cui li eseguirete il medico vi inserirà in una casistica formata da 3 sindromi:

·    Lombalgia da disfunzione: è causata da traumi pregressi e da processi degenerativi che provocano cicatrici e riparazioni solo parziali..
Il trattamento McKenzie per risolvere la lombalgia da disfunzione si basa su degli esercizi atti a stimolare il tessuto infortunato, col fine di  rimodellare le strutture coinvolte nel movimento.

·    Lombalgia da postura: è la classica lombalgia da “posizione sbagliata”, quella di chi sta curvo sulla sedia o dorme in posizioni errate.
Il trattamento è tanto semplice quanto efficace: insegnare al paziente a mantenere posizioni corrette e invitarlo a seguire uno stile di vita sano e ricco di attività fisica (in alcuni casi sarà consigliata anche una dieta per perdere quei kili di troppo che peggiorano una situazione già compromessa dalle cattive posture). Non sempre però le persone riescono a prestare attenzione a come sono sedute, oppure iniziano a guardare un film in modo “corretto” per poi, piano piano, cambiare impercettibilmente posizione fino a ritrovarsi completamente curve. Per fortuna il metodo McKenzie utilizza in questi casi un particolare strumento chiamato rotolo lombare McKenzie. Questo utile oggetto va posizionato all’altezza della vita e riesce in modo semplice e naturale a far mantenere al paziente la sana posizione fisiologica.
A volte però il paziente riesce a mantenere a lungo una posizione errata anche quando è in piedi o addirittura quando cammina. In questi casi il terapista coadiuverà il metodo McKenzie con uno strumento utilissimo: la ginnastica propriocettiva, ossia quella ginnastica che insegna ad avere una percezione precisa del proprio corpo dello spazio, in modo da apprendere ad autocorreggersi rapidamente e con precisione ogni qual volta si mantiene troppo a lungo una posizione errata.

·    Lombalgia da derangement: è probabilmente la sindrome più frequente per i pazienti del mondo intero. È provocata da uno spostamento interno del tessuto articolare ed è accompagnata quasi sempre da dolori difficilmente sopportabili, a cui si associano spesso fenomeni come cifosi, lordosi e riduzioni dell’arco di movimento. Anche in questo caso il metodo McKenzie agirà tramite l’apprendimento attivo:  il paziente imparerà ad effettuare una serie di movimenti che riescono a ridurre i sintomi, se non addirittura a farli scomparire del tutto.

Ovviamente gli esercizi elencati brevemente in questo articolo non illustrano in modo completo la complessità del metodo McKenzie. È tuttavia interessante riscontare come un metodo in apparenza semplice e sicuramente economico possa apportare risultati così positivi. Va però sottolineato come tale metodologia di cura per il mal di schiena non sia assolutamente passiva: non si tratta di assumere un farmaco o indossare un busto. Chi decide di dedicarsi al metodo McKenzie deve accettare di impararne le regole e di rispettarle giorno dopo giorno. Si tratta di un impegno fisico e soprattutto mentale che però, se eseguito con cura e dedizione, darà sicuramente i suoi frutti.

Lascia un commento


+ 8 = diciassette

Copyright 2017 Centro Fisioterapia Milano · RSS Feed · Collegati

Design by centrofioterapiamilano.it