Le onde d’urto radiali e il loro uso in terapia

onde d'urtoLa scienza medica ha compiuto dei notevoli passi avanti negli ultimi anni, ideando delle apparecchiature di riabilitazione innovative ed efficaci quali la Tecarterapia, il Tens, la Diatermia ed i Campi magnetici. Uno degli apparecchi più originali è però un altro: quello che emette onde d’urto radiali per curare patologie legate ai tendini, ai muscoli ed allo scheletro.
Fra i vantaggi delle onde d’urto vanno evidenziati i grandi risultati terapeutici e la semplicità nell’applicazione: il malato può infatti essere curato senza ricorrere all’anestesia, né totale né locale.

 

 

Caratteristiche delle onde d’urto

 

Sebbene l’uso delle onde d’urto radiali in medicina sia stato scoperto da relativamente poco tempo, l’onda d’urto è da sempre presente nel nostro mondo nella forma di fenomeni naturali come ad esempio il tuono. Il rumore generato dal tuono durante una tempesta riesce a trasmettere per kilometri un’energia intensissima, capace di fare vibrare i vetri delle case nel raggio di centinaia di metri. È indubbio che questa energia prodotta dal tuono sia riuscita a raggiungere i vetri, un po’ come avviene con i velivoli più veloci, i jet, capaci di superare la barriera del trono e di trasmettere energia con il “boom sonico”. Siamo circondati dalla forza delle onde d’urto quindi, ma questa energia della natura può essere prodotta anche artificialmente proprio da una macchina che riesce a curare numerose patologie.
Tecnicamente per onde d’urto si intendono degli impulsi pressori di durata quasi istantanea: solo 3 milionesimi di secondo. L’onda, seppure brevissima, è seguita da altre della stessa lunghezza ed esse riescono a trasmettere notevole energia ai tessuti del corpo, sia a quelli scheletrici sia ai tendinei e muscolari. Va da sé che la stimolazione prodotta va a beneficio di tutti i processi di riparazione dei tessuti infortunati. Sarà quindi il corpo a curare naturalmente i tessuti, le onde d’urto si limiteranno a stimolare questa cura per quanto concerne la sua forza e velocità.

 

Lo sviluppo della tecnologia delle onde d’urto è stato reso più efficace da una particolarità delle onde stesse: la loro diffusione funziona seguendo i medesimi principi delle onde acustiche di assorbimento, riflessione e trasmissione. I medici e gli scienziati (in particolare i fisici) che si sono dedicati allo studio del fenomeno hanno quindi potuto anticipare come le onde avrebbero influenzato i materiali che attraversavano. Grasso, ossa, pelle e muscoli hanno infatti una densità ed un’impedenza differenti e a seconda delle loro caratteristiche precipue è stato possibile individuare le onde più esatte per curare le singole patologie.

 

La prima apparecchiatura basata sulle onde d’urto fu ideata nei primi anni ’80 del Novecento e venne battezzata “litotritore”. Questa macchina veniva utilizzata in urologia per distruggere i calcoli renali tramite le onde d’urto. Il litotritore non era per nulla invasivo e permetteva di eliminare i calcoli senza costringere il paziente ad una dolorosa e complessa operazione chirurgica.

Era sufficiente accendere l’apparecchiatura, applicarla sul corpo del malato e nel giro di alcune sedute i calcoli scomparivano in modo praticamente indolore. Ma il litotritore rappresentò solo il primo passo verso la scoperta di un uso più vasto delle onde d’urto. Qualche anno dopo si comprese che tali onde possedevano una forza non esclusivamente distruttiva bensì anche “positiva”: tramite un processo detto di meccanotrasduzione i medici riuscirono a stimolare vari processi biologici a livello cellulare. La stimolazione permetteva di ottenere dei risultati sorprendenti: i tessuti ossei e quelli molli potevano rigenerarsi, le reti capillari si moltiplicavano quasi per magia. Era nata finalmente una nuova terapia, foriera di grandi risultati per la scienza medica.

 

I campi di applicazione delle onde d’urto

 

La terapia con le onde d’urto può essere utilizzata per numerose patologie, fra cui:

 

- Il cosiddetto gomito del tennista e del golfista (detta tecnicamente “epicondilite radiale e ulnare”), vero incubo per gli amanti di questi sport

- La fascite plantare (un’infiammazione della fascia plantare)
- La sindrome del dolore trocanterico (un dolore molto forte nell’area del trocantere: una sporgenza ossea del femore)
- La tendinite rotulea e achillea

- La sindrome dello stress tibiale

Ma anche i tessuti ossei possono essere curati da queste onde, soprattutto quando sono colpiti da queste patologie:
- Fratture “da stress” (ossia provocate da continue sollecitazioni su un particolare osso)

- Necrosi (“morte ossea”) asettica della testa dell’omero e del femore

 

Sebbene la macchina delle onde d’urto sia una strumentazione ormai in uso da molti anni

è ipotizzabile che in futuro possa essere ancor più perfezionata, riuscendo così ad ampliare la sua modalità d’uso ed arrecare ancora più numerosi vantaggi per centinaia di migliaia di infortunati nel mondo intero.

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