Crollo vertebrale

riabilitazione crollo vertebraleIl crollo vertebrale è una patologia molto diffusa e consiste nella perdita dell’altezza della vertebra, che può avvenire in modi diversi, con danni e conseguenze differenti da caso a caso. Quasi sempre si verifica un crollo vertebrale in soggetti di età avanzata e che soffrono di osteoporosi, ma esistono anche fenomeni patologici che possono portare a questa situazione, come le metastasi vertebrali. Anche la menopausa può portare rischi di fratture, poiché si verifica una perdita continua del tessuto osseo.Sintomi del crollo vertebrale 

Innanzi tutto c’è da dire che non sempre vi sono sintomi visibili che fanno presupporre un crollo vertebrale, e il paziente può anche non accorgersene. Già dai primi dolori alla schiena si dovrebbe ricorrere a specifici accertamenti per chiarirne la causa e determinarne la terapia. E’ indispensabile che il medico non sottovaluti il caso e si adoperi tempestivamente a prescrivere un immediato controllo. Da sottolineare il controllo periodico della postura e della statura del paziente, che può diminuire a causa della frattura vertebrale.Diagnosi precoce
Una diagnosi precoce offre la possibilità di intervenire con diversi tipi di trattamenti. La soluzione per una diagnosi accurata, in questi casi, è un’esame radiologico o una tac, attraverso il quale è possibile accorgersi della frattura e valutarne la gravità, in modo da trattarla con le dovute terapie. E’ di fondamentale importanza affidarsi a strutture adeguate e a professionisti esperti che svolgono l’esame con competenza e accertino la giusta diagnosi.Terapia per crollo vertebrale
Esistono diversi modi per guarire o migliorare il crollo vertebrale, e cambiano tutti a seconda della gravità del caso. Può essere necessaria una cura farmacologia, un intervento chirurgico o semplicemente la fisioterapia. Spesso si ricorre anche alla cifoplastica, che è una modifica della vertebroplastica e che consiste nel posizionamento di due cateteri a palloncino dentro la vertebra prima di chiuderla col cemento osseo. I vantaggi di questa terapia sono molteplici: innanzi tutto, non è dolorosa e aumenta notevolmente la consistenza della vertebra; inoltre, può essere praticata su soggetti anziani ed evita una prolungata degenza ospedaliera. Non solo, non c’è alcun pericolo che il cemento fuoriesca e riduce drasticamente il rischio di complicazioni. Naturalmente, qualsiasi sia il trattamento, è indispensabile un riposo prolungato a cui è consigliabile far seguire un periodo di fisioterapia. E’ quindi opportuno affidarsi a terapisti esperti in grado di far svolgere esercizi adeguati per la riduzione del dolore cronico che risultino efficaci per una riabilitazione sicura e veloce. Particolarmente indicati saranno esercizi posturali e di respirazione, associati a cauti massaggi dei muscoli paravertebrali con la possibilità di utilizzare inoltre gli strumenti antidolorifici ed antinfiammatori in dotazione al centro di fisioterapia scelto.
Commenti
6 Commenti per “Crollo vertebrale”
  1. Giuseppe De Pasquale scrive:

    Ho un crollo vertebrale.sto facendo accertamenti.La vostra delucidazione mi è stata molto utile,grazie.

  2. marina scrive:

    buongiorno, ho mia mamma di anni 72 e’ disabile su una carozzina da un po’ di anni per via di una paralisi ictus. il mese scorso ha fatto lastre alla schiena per un dolore acuto e l’esito e’ stato crollo colonna vertebrale l4_l5. abbiamo fatto richiesta con il ns.medico per visita domiciliare di un medico fisiatra all’asl e al don gnocchi ma tutt’oggi nn abbiamo ancora visto nessuno . quale procedura devo fare per aiutare mia mamma e dove o con chi posso chiedere aiuto ? grazie….marina

    • Centro Fisioterapia Milano scrive:

      Cara Marina, sollecita l’intervento del medico che hai richiesto, in quanto con il problema problema di motilità dell’ictus e del crollo vertebrale sarà difficile per voi spostarvi. Nell’attesa potrebbe essere utile sentire il vostro medico di famiglia che potrà consigliarvi su un eventuale busto

  3. Isabella scrive:

    Salve, mia madre ha un tumore nell`omero, nel C6 e L1proveniente dal seno, nel C6 e nel L1 ha delle lesioni che rischia il cedimento, l`oncologo ha detto di intervenire con l`intervento prima di iniziare la cura. Il neurochirurgo di fare prima la chemioterapia e dopo l`intervento. A questo punto quale é la cosa migliore da fare? Sappiamo solo di intervenire subito, ma come? Grazie per una eventuale risposta…

    • Centro Fisioterapia Milano scrive:

      Cara Marina, purtroppo non possiamo entrare in merito delle indicazioni specialistiche dei due professionisti. Possiamo solo ragionare dal punto di vista riabilitativo dopo l’intervento. Sarebbe magnifico se i due specialisti potrebbero parlarsi tra di loro e discutere sullo stesso caso in modo da trovare una linea comune di azione, provaci.

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